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L'età sottile

L'età sottile

Francesco Dimitri ci parla del suo prossimo libro L'età sottile, in uscita il 9 maggio in tutte le librerie. Post n°1: La scrittura

Dimitri Francescodi Francesco Dimitri

L'Età sottile è un libro che parla di adolescenti e magia; ma è un libro (anche) per adulti.

In sostanza un suicidio editoriale.

O magari no. La sfida che mi sono posto era questa: parlare di adolescenza senza banalità, parlare di magia con sincerità, e provare a farlo all'orecchio di chi adolescente non è più e di fantastico non vuole sentirne parlare. Perchè l'adolescente che eravamo ce lo portiamo dentro tutti; e la spinta verso il meraviglioso, anche.

Il punto non era costruire una storia che parlasse di questo, ma trovarla.

Io sono convinto (è una delle tante cose bislacche di cui sono convinto) che le storie esistano davvero, da qualche parte, e che ciascuna storia vada in un modo e uno soltanto. Il lavoro dello scrittore consiste nel 'trovare' il modo in cui quella storia va; non nel costruirlo. Non devi decidere che cosa far succedere nel mondo della storia, ma scoprire che cosa succede davvero da quelle parti.

È il motivo per cui non uso scaletta: la sento come una forzatura.

Suona romantico? Un po'. Ma il vero processo non lo è tanto.

Il vero processo, nel mio caso almeno, è ripetitivo ai limiti dell'ossessione. Mi sveglio ogni mattina, preparo la colazione, la mangio, e mi metto a scrivere. Ogni mattina. Stessi orari. Ogni mattina. È vero che scrivere è un lavoro di scavo, ma devi scavare un sacco, per trovare le gemme; e di solito devi scavare nel letame.

Le mie prime stesure sono testi selvaggi, inguardabili. Butto sulla pagina tutto quello che mi viene in mente - e nel 99% dei casi è, appunto, letame (non guardatemi così: pensate che la vostra, di mente, ne produca di meno?).

Poi però c'è il resto, quell' 1%. Che è, non so se un diamante, ma quantomeno una pietra guardabile. Trovi quella pietra, la pulisci al meglio. E qui serve tecnica, dedizione, un controllo certosino dei dettagli. Quando sei pronto porti quella pietra al mercato, e speri che tutto vada bene. Speri che sia una di quelle pietre magiche, con un buco al centro, che in alcune tradizioni permettono di vedere un altro mondo.

Ecco: il mercato è aperto. La pietra è qui.

Venite a vedere.

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