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IL LIBRO Connie Goodwin, giovane
e brillante dottoranda all’Università
di Harvard, è impegnata in una ricerca
sui processi di Salem, nel New England,
che alla fine del diciassettesimo secolo
videro più di centocinquanta persone
accusate di stregoneria.
Ma durante l’estate è costretta
a trasferirsi fuori città per sistemare
e vendere la vecchia casa di famiglia.
All’inizio contrariata, Connie scopre
che l’antica dimora contiene strani
e preziosi tesori: non ultima, una Bibbia
da cui cade una chiave dal fusto cavo,
al cui interno è nascosto un pezzetto
di carta ingiallita con su scritto
Deliverance Dane. UN BRANO "«I processi di Salem sono stati spiegati
in molti modi» disse Connie. «Ma io li vedo
come l’ultimo sussulto di religiosità calvinista.
Furono anche l’ultima esplosione rilevante
di isteria da streghe in tutto il Nord America.
Il panico di Salem segnò la fine di un’era
che aveva le sue radici nel Medioevo». L'AUTORE Katherine Howe, laureata in Storia a Harvard, è effettivamente la discendente di Elizabeth Howe ed Elizabeth Proctor, due donne che subirono il processo per stregoneria a Salem alla fine del diciassettesimo secolo. Le figlie del libro perduto ha ricevuto grandissimi consensi di pubblico e di critica, consigliato dai librai indipendenti americani e recensito entusiasticamente da centinaia di lettori.
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