"Stava lì, l’aguzzina delle SS, capelli
biondi e curati, il rossetto sulla bocca
dura, l’uniforme impeccabile... Stava lì
e pronunciò con sordida cattiveria:
«Ho letto sulla tua scheda che eri
la puttana di un ebreo. È meglio che
ti rassegni: d’ora in poi farai la puttana
per cani e porci»."
Così racconta l’anziana Frau Kiesel
all’ambiziosa scrittrice Sveva, dando
voce a un dramma lungamente taciuto:
quello delle prigioniere dei lager nazisti
selezionate per i bordelli costruiti
all’interno stesso dei campi di
concentramento, con l’ipocrita e falsa
giustificazione di voler limitare
l’omosessualità tra i deportati. Donne
i cui corpi venivano esposti ai sadici
abusi delle SS e dei prigionieri maschi –
spesso veri e propri relitti umani – che
malgrado tutto preferivano rinunciare
a un pezzo di pane per scambiarlo
con pochi minuti di sesso. Donne
che alla fine della guerra, schiacciate
dall’umiliazione e dalla solitudine,
invece di denunciare quella tragedia
fecero di tutto per nasconderla
e seppellirla dentro di sé.
In questo nuovo capitolo della memoria
storica personale e collettiva, Helga
Schneider continua a dare
testimonianza di ciò che è accaduto
perché non si ripeta mai più,
e a rendere un coraggioso omaggio
alle donne che in tutti i tempi e in tutti
i luoghi subiscono la violenza
degli uomini, delle leggi, della Storia.
I GIUDIZI
"In questa estrema e affermata
individualità, in questo riconoscersi parte
di un destino collettivo e momento
di un percorso originale e irripetibile,
con un 'di più' di sofferenza che apre
spazi a una maggiore consapevolezza,
Helga ricorda piuttosto – come
atteggiamento psicologico, non certo
come esperienza né pensieri – Anna
Frank." Marcello Flores, l’Unità
UN BRANO
"La violenza sulle donne è antica come il mondo, ma nel
2009 avremmo voluto sperare che una società avanzata,
civile e democratica non nutrisse le cronache di abusi,
omicidi e stupri.
Ma come si sarebbe potuta arginare questa deriva durante
il nazismo, quando si raccomandava alla gioventù la
brutalità come dimostrazione di forza e coraggio, e la
prostituzione forzata, ovvero una micidiale forma di violenza,
faceva addirittura parte delle strategie politiche
del governo di Hitler?" Helga Schneider
L'AUTORE
La biografia di Helga Schneider è
ampiamente nota, come i suoi libri:
Il rogo di Berlino, Porta di Brandeburgo,
Il piccolo Adolf non aveva le ciglia,
Lasciami andare, madre, L’usignolo
dei Linke, Io, piccola ospite del Führer.
Per Salani ha pubblicato Stelle di
cannella (Premio Elsa Morante ragazzi
2003), L’albero di Goethe
e Heike riprende a respirare.
Nel 2010 ha vinto il Premio Nazionale ANPI "Renato Benedetto Fabrizi" per la sezione "letteratura".
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